Come nasce un progetto

Il mio lavoro è creare uno spazio in cui le persone possano raccontarsi.

Ogni progetto inizia dal racconto.
Una prima conversazione in cui la storia prende forma così com’è, senza filtri e senza aspettative.

Mentre qualcuno racconta, emergono già i passaggi importanti: ciò che rende quella storia unica, il suo valore, la sua forza. Da lì il lavoro comincia in modo naturale.

Accompagno chi racconta con strumenti pensati per facilitare il racconto. Non si tratta di interviste, né di domande incalzanti o risposte guidate. Per chi non è abituato a raccontarsi, la difficoltà più grande non è ricordare, ma sapere da dove cominciare e come proseguire.

Il questionario personalizzato serve a questo: aiutare il racconto a emergere, senza dirigerlo.
Ognuno è libero di raccontare a modo proprio e nei tempi che sente. C’è chi scrive, chi invia vocali, chi racconta a più riprese. Io ascolto tutto. E solo dopo inizio a scrivere.

Uno spazio sicuro

Il rispetto per chi racconta è centrale in ogni mio lavoro.
Chi mi affida una storia deve sapere che verrà trattata con delicatezza, senza forzature e senza esposizioni inutili.

Questo vale anche per chi partecipa con una testimonianza. Ogni voce viene accompagnata affinché nessuno si senta a disagio o fuori posto. Le storie restano autentiche. Le persone restano protette.

Un metodo che attraversa tutti i progetti

Questo modo di lavorare è lo stesso in ogni progetto.
Cambiano le storie, cambiano i contesti, cambiano le emozioni in gioco.

L’ascolto e la scrittura restano.
Da qui nascono i diversi percorsi editoriali che propongo.

Hai una storia a cui vuoi dare forma?

Se hai un’idea, un desiderio che coltivi da tempo o vuoi capire cosa potrebbe diventare la tua storia, raccontamela.

A volte basta una conversazione per vedere più chiaramente le possibilità.

Sarà il modo più semplice per capire se sono la persona giusta a cui affidarla.